Tratto sulla pista di servizio nel Parco dell'Alta Murgia

Aqp nega il passaggio dalla pista di servizio per la Cicloesplorazione invocando un Regio Decreto del 1904

All’indomani della Cicloesplorazione 2016, organizzata e interamente finanziata dal Coordinamento dal Basso e dai partecipanti, visto il notevole successo di pubblico e partecipazione per un evento messo su in poco tempo (oltre 200 persone), inoltravamo a Regione Puglia e Acquedotto Pugliese SpA (di seguito Aqp) richiesta di collaborazione per l’edizione 2017 (vedi richiesta Regione 4/11/2016 e Cicloesplorazione2017-LetteraAQP-161104).

Questo anche in considerazione dei contatti ricevuti da aziende nazionali del settore interessate ad investire nell’evento. Non abbiamo ricevuto riscontro alcuno a quelle richieste ma l’anno successivo, tra febbraio e maggio 2017, ci siamo impegnati a fornire supporto alla Regione per l’individuazione del tracciato da Villa Castelli (Brindisi) a Santa Maria di Leuca (Lecce), poi confluito nel documento preliminare alla progettazione della tratta. Il progetto va avanti con due bandi di progettazione (fattibilità tecnico-economica) aperti lungo il tracciato pugliese. Nessuna informazione invece rispetto ai tratti in Campania e Basilicata.

A seguito di un incontro tenutosi presso l’Assessorato Regionale ai Trasporti, convocato dall’ex Assessore al ramo Nunziante, al quale erano presenti anche i responsabili di Acquedotto Pugliese SpA, concordavamo di verificare nuove modalità di espletamento e promozione della Cicloesplorazione così come tra l’altro richiesto dal protocollo d’intesa ministeriale. A febbraio 2018 presentavamo questo progetto Scheda-progetto-Cicloesplorazione-Aquedotto, inoltrando nuova formale richiesta (Cicloesplorazione2018-LetteraRegioneAQP-180205).

Con nostra sorpresa e rammarico Acquedotto Pugliese SpA risponde solo a maggio 2018 (AQP nota prot 46736 del 7 5 2018 Cicloesplorazione), negando la propria collaborazione e, contrariamente a quanto concesso nel 2016, fornendo disponibilità al passaggio per “alcuni brevi tratti (qualche chilometro) per un periodo limitato (max una giornata)”. A tale risposta abbiamo replicato solo pochi giorni fa (Cicloesplorazione2018-LetteraRegioneAQP-180523).

Aqp cita un regio decreto del 1904 (1904_RD_n_368) di tutela delle opere e dell’acqua trasportata, precisamente il Regio Decreto 8 maggio 1904, nr. 368, che tuttavia non contempla, come è facile immaginare, il semplice transito di ciclisti e pedoni tra gli elementi passibili di arrecare pregiudizio di alcun tipo a tali siti. Eppure la stessa azienda aveva dato alle stampe nel 2000 la guida “Trekking La Via dell’Acqua: guida per i sentieri lungo le opere dell’Acquedotto Pugliese” descrivendo compiutamente ben 6 itinerari escursionistici da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo lungo il Canale Principale. Il passaggio è consentito anche con mezzi motorizzati ai frontisti e la frequentazione da parte di escursionisti a piedi e in bici è nota da tempo a tutti.

Aqp invoca inoltre l’assenza delle condizioni di percorribilità in sicurezza della pista pur avendo già autorizzato l’evento nel 2016 a seguito di verifiche congiunte nei diversi tratti. Ci preme chiarire che la pista di servizio demaniale lungo il Canale Principale potrebbe già adesso essere fruita per oltre 130 km potendosi equiparare ad un qualsiasi sentiero escursionistico su strada campestre. Aqp effettua con regolarità pulizia e manutenzione della pista e gli interventi necessari per rendere il percorso ottimale anche sotto il profilo della sicurezza sarebbero davvero minimi.

Il Coordinamento ha proposto per i prossimi tre anni un evento annuale di apertura temporanea del percorso cicloturistico di 500 km da Caposele (Avellino) a Santa Maria di Leuca (Lecce) per venire incontro alle numerose richieste che giungono da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Obiettivo principale è quello di generare da subito ricadute economiche sui territori senza necessariamente dover attendere i tempi lunghi di progettazione e realizzazione della ciclovia. La notizia è una doccia fredda per le tante associazioni e imprese aderenti al comitato che avevano approntato un progetto di allestimento, accoglienza e promozione diffuso e partecipato.

Pensiamo sia arrivato il momento di regolamentare e consentire la fruizione a fini escursionistici della pista di servizio in tutti quei tratti che non presentano pericoli particolari. Per questo chiediamo una chiara e sollecita presa di posizione da parte degli organi di vertice di Acquedotto Pugliese SpA e dell’azionista unico Regione Puglia per sbloccare l’organizzazione della Cicloesplorazione per l’edizione 2018 e per quelle successive.

Naturalmente siamo convinti che sia gli amministratori regionali, in primis il Presidente Michele Emiliano, che il nuovo vertice di AQP, una volta venuti a conoscenza della situazione sapranno prendere le giuste decisioni.

Le associazioni e le imprese aderenti al Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.

AGGIORNAMENTO 7/6/2018 ore 16:30:

Siamo stati contattati da Vito Palumbo delle Relazioni Esterne di Acquedotto Pugliese SpA. Sembrerebbe possibile autorizzare lo stesso percorso del 2016, dunque i 130 km citati in luogo di alcuni brevi tratti (qualche chilometro) citati nella lettera. Un primo spiraglio anche se restano da chiarire tutti gli altri aspetti, inclusa la possibilità di transitare per più giorni e non solo per uno. La cosa non è di poco conto poichè concentrare il tutto in una giornata, quello si, creerebbe un passaggio massivo di persone come in una gara. Aprire alla fruizione per un periodo più esteso di qualche settimana consentirebbe a chiunque di organizzare la cicloesplorazione secondo le proprie forze e tempi, rendendo tutto più piacevole, lento e quindi sicuro.

 

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